Oil&Gas sta attraversando e dal consolidamento delle opportunità nell’ambito della transizione energetica e delle tecnologie pulite.In relazione ai progetti Saipem che prevedevano la realizzazione di attività sul territorio russo e/o con clienti russi, non risultano attività residue e le relative relazioni contrattuali con i clienti sono arrivate a conclusione e correntemente in fase di formalizzazione in piena conformità con la normativa comunitaria.
La Società conferma che opera nel pieno rispetto di quanto stabilito dalle istituzioni europee e nazionali nei confronti della Federazione Russa.
Si segnala che non ci sono né attività gestite da Saipem né personale nei territori ucraini interessati dallo scontro.
Il Piano Strategico 2024-2027, in linea con i precedenti Piani, non prevede acquisizioni di nuove commesse in Russia.
In relazione alle attività sul territorio israeliano, si segnala che Saipem ha in essere un contratto che prevede la realizzazione di un’unità Ammonia, nell’ambito del progetto Ammonia Plant per conto di Haifa Group, nel sito di Mishor Rotem le cui attività di ingegneria e procurement sono in completamento. Dopo aver iniziato le attività di costruzioni civile/meccaniche, l’esecuzione dei lavori in cantiere è stata rallentata dalle conseguenze degli eventi del 7 ottobre 2023 riferiti agli scontri tra lo stato di Israele e Hamas. In accordo con il cliente, i lavori stanno proseguendo per quanto possibile date le circostanze.
EFFETTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI
I cambiamenti climatici e la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio stanno avendo un impatto sempre più consistente sull’economia globale e sul settore energetico.
Saipem, leader globale nell'ingegneria e nella costruzione di grandi progetti nei settori dell'energia e delle infrastrutture, sia offshore che onshore, intende essere protagonista della transizione energetica:
≥supportando il percorso di decarbonizzazione dei propri clienti proponendo soluzioni per ridurre la loro impronta carbonica come, ad esempio, tecnologie a basso impatto. In particolare, il Gruppo ha già una comprovata esperienza nella realizzazione di impianti fixed offshore nel segmento dell’Offshore Wind con una serie di progetti già completati, oltre ad avere a disposizione una serie di tecnologie “ready to market” che riguardano il floating wind, la carbon capture, i bio-fuel e la produzione di fertilizzanti verdi;
≥riducendo la propria impronta carbonica migliorando l’efficienza dei propri asset e delle proprie attività, approcciando l’uso di carburanti alternativi, perseguendo l’elettrificazione e aumentando l’uso di energia rinnovabile, come previsto dal piano Net Zero.
Il Gruppo è comunque consapevole che questi cambiamenti possono avere un impatto, diretto e indiretto, sulle attività del proprio business e di conseguenza sul proprio bilancio consolidato, in termini di risultati e di entità di valore delle proprie attività e passività.
I rischi correlati ai cambiamenti climatici, a cui le attività di Saipem sono intrinsecamente esposte, sono classificabili nelle seguenti categorie:
≥rischi fisici, ovvero rischi conseguenti a fenomeni climatici riscontrabili fisicamente (es. allagamento di cantieri di fabbricazione, peggioramento delle condizioni meteomarine nelle aree di operazione offshore);
≥rischi di transizione, ovvero rischi derivanti dall’evoluzione verso un’economia a minori emissioni di carbonio. Tali rischi sono classificati in: (i) rischi tecnologici, riguardanti la potenziale acquisizione di progetti collegati all’utilizzo di nuove tecnologie e i potenziali impatti sui costi operativi nell’esecuzione di progetti di transizione; (ii) rischi normativi, correlati all’emanazione di leggi e regolamenti a cui doversi prontamente adeguare e che possono comportare l’incremento dei costi operativi; (iii) rischi di mercato, in termini di perdita di opportunità di business legati alla difficoltà nell’ottenimento di garanzie bancarie.
Per i relativi dettagli si rinvia alla sezione “Programma Net Zero” e “Rischi e opportunità legati al clima” della Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario 2023.
Le stime contabili e i giudizi significativi formulati dalla Direzione Aziendale per la redazione del bilancio consolidato potrebbero essere influenzati dalle azioni poste in essere per limitare gli effetti dei cambiamenti climatici. I rischi climatici possono infatti influire sull'importo recuperabile di immobili, impianti e attrezzature e sull'avviamento del Gruppo; pertanto, la transizione energetica può ridurre la vita utile prevista dei beni impiegati nell'industria del petrolio e del gas, accelerando così le spese di ammortamento degli asset impiegati nelle attività di questo settore.
Saipem ha preso in considerazione le potenziali conseguenze della transizione energetica sul valore recuperabile delle CGU nel medio-lungo termine che avrà un impatto innanzitutto sull’aumento della domanda di energia da fonti rinnovabili. A tal proposito il Piano Strategico 2024-2027 prevede un cambiamento nel mix di portafoglio verso attività non oil related, con acquisizioni di progetti green legati alla transizione energetica pari a circa il 34% (circa il 25% nel precedente Piano Strategico 2023-2026), nonché un percorso di investimenti su nuove tecnologie abilitanti, negli ambiti Blue Solutions, Renewable refining, CO2 Management e Offshore Wind. Inoltre, in linea con il precedente Piano Strategico, sono previste acquisizioni rilevanti nel business del gas naturale considerato uno degli elementi che supporterà la progressiva evoluzione verso fonti energetiche sostenibili. Da ultimo, la transizione energetica prevede nel lungo termine l’eliminazione del carbone tra le fonti energetiche, settore in cui il Gruppo non opera. Occorre in ogni caso tenere in considerazione che la velocità di adozione di tecnologie legate alla transizione energetica, soprattutto in alcune aree del mondo, potrebbe essere più lenta rispetto alle previsioni attuali; tale rallentamento troverebbe una mitigazione nella comprovata capacità del Gruppo di continuare a operare nel business tradizionale.
Saipem è sempre più posizionata in settori non-oil, valorizzando ove possibile l’utilizzo dei propri asset tradizionali; nel contempo è previsto che parte degli asset sarà completamente ammortizzata nel medio-lungo termine, periodo nel quale si prevede che la domanda di servizi nel settore oil rimanga comunque significativa.
La Direzione Aziendale continuerà a rivedere le ipotesi sulla domanda con il progredire del processo di transizione energetica, che potrebbe portare in futuro a specifiche svalutazioni dei propri asset non finanziari.
Inoltre, nuove leggi o regolamenti introdotti in risposta ai cambiamenti climatici possono dar vita a nuovi obblighi che non esistevano in precedenza; di conseguenza, la Direzione Aziendale monitora l’evoluzione della normativa in materia al fine di