I continui assessment di terze parti confermano la bontà dell’impostazione data in termini di rilevamento degli attacchi e relativa risposta all’interno del piano di Crisis Management aziendale, nonché delle misure tecnologiche atte a proteggere le risorse critiche per l’azienda.Saipem continua comunque a monitorare i possibili impatti derivanti dalle misure restrittive adottate dall’Unione Europea introdotte a seguito del conflitto in Ucraina, al fine di valutarne potenziali ripercussioni sul proprio business.
EFFETTI DEL COVID-19
Gli effetti residui della pandemia COVID-19 continuano ad avere conseguenze negative, seppur attenuate, sull’economia globale e di riflesso su Saipem.
Il Gruppo Saipem continua comunque a effettuare una costante analisi degli effetti legati al COVID-19, in termini di: (i) evoluzione dei contesti normativi nei Paesi dove il Gruppo opera, attraverso il monitoraggio delle misure di contenimento da essi adottate; (ii) gestione delle relazioni con i clienti e partner; (iii) gestione della contrattualistica, attiva e passiva, attraverso l’introduzione e/o l’attivazione, ove possibile, di specifiche clausole contrattuali per mitigare i potenziali effetti negativi della pandemia; (iv) impatti sulle attività di esecuzione dei progetti, e in particolare sull’operatività dei cantieri e dei mezzi navali, riconducibili alla modificata disponibilità di risorse interne ed esterne e/o ad altre circostanze direttamente o indirettamente conseguenti alla pandemia; (v) livelli di performance e continuità di servizio da parte di fornitori, subcontrattisti e partner.
Aspetti finanziari: in tale contesto la Società continua a riservare attenzione alla gestione delle attività finanziarie con particolare riguardo a: (i) valutazione dell’esposizione creditizia in essere; e (ii) negoziazione di strumenti derivati di copertura per la gestione di eventuali fluttuazioni delle variabili di mercato.
Le procedure implementate centralmente dalla Società per la gestione dei rischi finanziari sono costantemente monitorate, al fine di evitare perdite derivanti dal mancato adempimento delle obbligazioni assunte dalle controparti, tramite il calcolo della Probability of Default da attribuire ai crediti in essere e mitigare le variazioni dei tassi di cambio, dei tassi di interesse o dei prezzi delle commodity, affinché non influiscano negativamente sul valore delle attività, delle passività o dei flussi di cassa attesi.
Recuperabilità degli asset non finanziari: i flussi di cassa impiegati ai fini del test di impairment sono quelli del Piano Strategico 2023-2026, approvato dal Consiglio di Amministrazione del 27 febbraio 2023. Si precisa che i flussi sono stati normalizzati, ove necessario, ai sensi del principio IAS 36 e che, in particolare, le rate di noleggio di lungo termine delle CGU del Drilling Offshore sono state definite utilizzando gli ultimi report di aggiornamento delle stesse disponibili alla data ed elaborati da fonti esterne, normalmente utilizzati come benchmark di riferimento. Come esito del test di impairment al 31 dicembre 2022 non sono state registrate svalutazioni.
Processo di stima: con riferimento ai ricavi derivanti da contratti con i clienti si continuano a valutare le circostanze relative a eventuali: (i) incassi di corrispettivi che potrebbero non essere più altamente probabili; e (ii) accordi tra le parti che potrebbero modificare alcuni aspetti contrattuali legati all’oggetto o al prezzo delle operazioni.
Inoltre continua a essere rivista la stima della componente variabile dei corrispettivi che, stante l’attuale situazione di incertezza, risulta complessa e richiede un elevato grado di giudizio, per via della limitazione (“constraint”) prevista dal principio IFRS 15 che consente di rilevare i ricavi limitatamente alle quote che risultano altamente probabili che non possano essere oggetto di storno in futuro (cd. “reversal”). Allo stesso modo gli effetti delle implicazioni operative derivanti dal perdurare degli effetti residui della pandemia sono valutati e, ove necessario, considerati nella stima dei costi a vita intera dei progetti.
Saipem, nell’ambito dell’analisi dei possibili effetti della pandemia COVID-19 avviata nei primi mesi del 2020 e tuttora in corso, ha identificato, valutato e continua a monitorare tali effetti a livello di ciascun progetto in esecuzione.
Identificazione impatto economico COVID-19: relativamente alle attività contrattuali delle commesse a lungo termine, i cui ricavi sono rilevati “over time” sulla base di metodi di input come il “cost to cost”, la stima dei costi a finire e della tempistica per l’adempimento delle performance obligation ha reso necessario valutare l’eventuale esclusione dall’avanzamento dei progetti di quei costi legati al COVID-19.
Nel corso del 2022 i costi direttamente imputabili al COVID-19 ammontano a circa 28 milioni di euro.
EFFETTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI
I cambiamenti climatici e la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio stanno avendo un impatto sempre più consistente sull’economia globale e sul settore energetico.
Saipem, global solution provider in questo settore, è consapevole che questi cambiamenti possono avere un impatto, diretto e indiretto, sulle attività del proprio business e di conseguenza sul proprio bilancio consolidato, in termini di risultati e di entità di valore delle proprie attività e passività. In questo contesto, intende avere un ruolo attivo:
≥proponendo ai propri clienti progetti eco-sostenibili tecnologicamente all’avanguardia, le quali soddisfino la domanda di soluzioni e di prodotti a basse emissioni di carbonio che si prevede sarà sempre più crescente nel prossimo futuro, per supportarli nel loro percorso di decarbonizzazione;
≥impegnandosi a migliorare l’efficienza dei propri asset e delle proprie attività per ridurre le emissioni di gas serra.
I rischi correlati ai cambiamenti climatici, a cui le attività di Saipem sono intrinsecamente esposte, sono classificabili nelle seguenti categorie:
≥rischi fisici, ovvero rischi conseguenti a fenomeni climatici riscontrabili fisicamente (es: allagamento di cantieri di fabbricazione, peggioramento delle condizioni meteomarine nelle aree di operazione offshore);
≥rischi di transizione, ovvero rischi derivanti dalla fase di passaggio che punta a ridurre le emissioni e quindi a mitigare gli effetti derivanti dai cambiamenti climatici. Tali rischi sono classificati in: (i) rischi tecnologici, in termini di non sufficiente efficacia nell'implementazione delle più efficienti tecnologie applicabili con impatti sui costi operativi nell’esecuzione di progetti e sulla potenziale acquisizione di progetti collegati all’utilizzo di nuove tecnologie; (ii) rischi normativi, correlati all’emanazione di leggi e regolamenti a cui doversi prontamente adeguare e che possono comportare l’incremento dei costi operativi; (iii) rischi reputazionali, in termini di non efficacia nel cogliere le possibilità di riduzione del costo del credito legate a tematiche di sostenibilità.