Lettera agli azionisti

Signori Azionisti,

nel corso del 2017 il prezzo medio del Brent si è attestato a circa 53 dollari al barile, in ripresa di oltre il 17% rispetto ai circa 45 dollari al barile del 2016, sostenuto dagli accordi di riduzione della produzione siglati dai Paesi dell’OPEC e dalla Russia, dall’incremento dei consumi e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Tale trend, concentrato nell’ultima parte dell’anno, non ha tuttavia determinato, effetti rilevanti sulla crescita degli investimenti delle Oil Company, ancora molto distanti dai livelli pre-crisi. In particolare, nel 2017, i settori in cui opera Saipem hanno continuato a essere interessati da programmi di riduzione costi, razionalizzazioni organizzative, ristrutturazioni e operazioni straordinarie, volti al perseguimento dell’ottimizzazione e dell’efficienza operativa e della possibilità di diversificazione strategica. Saipem nel corso del 2017 ha cambiato radicalmente la propria struttura organizzativa, articolandosi in cinque divisioni caratterizzate da una maggiore autonomia operativa e snellezza decisionale, e da una maggiore responsabilizzazione sui risultati operativi ed economico finanziari. La linea di business Floaters, prima facente parte della divisione Engineering & Construction Offshore, è stata inclusa nella divisione Engineering & Construction Onshore, ed è stata creata la nuova divisione XSIGHT, dedicata ai servizi di ingegneria ad alto valore aggiunto. Lo sfidante contesto di mercato si è riflesso nei nuovi ordini acquisiti, che ammontano nell’esercizio a 7.399 milioni di euro, in diminuzione dell’11,4% rispetto al 2016; significative acquisizioni hanno riguardato i settori Engineering & Construction Offshore e Onshore, frutto di nuovi importanti progetti principalmente in Medio Oriente, nel Mediterraneo e in Africa Occidentale. Il portafoglio ordini a fine 2017 si attesta a 12.363 milioni di euro. La performance operativa 2017 è stata al di sopra delle attese nei settori Offshore, sia Engineering & Construction che Drilling; il settore Engineering & Construction Onshore, una volta depurato dagli effetti degli arbitrati sui progetti algerini, ha proseguito nel percorso di recupero di marginalità, mentre il settore Drilling Onshore continua a risentire di una ripresa molto più lenta del previsto in America Latina. È proseguito il trend di riduzione dell’indebitamento: la posizione finanziaria netta a fine 2017 si è attestata a 1.296 milioni di euro rispetto ai 1.450 milioni di euro di fine 2016. I principali risultati dell’anno sono stati:

- ricavi: 8.999 milioni di euro;

- EBITDA adjusted: 964 milioni di euro;

- EBITDA: 862 milioni di euro;

- risultato operativo (EBIT) adjusted: 440 milioni di euro;

- risultato operativo (EBIT): 126 milioni di euro;

- risultato netto adjusted: 46 milioni di euro;

- risultato netto: perdita di 328 milioni di euro;

- investimenti tecnici: 262 milioni di euro;

- debito netto al 31 dicembre 2017: 1.296 milioni di euro;

- acquisizione nuovi ordini: 7.399 milioni di euro;

- portafoglio ordini residuo: 12.363 milioni di euro.

Più in dettaglio, nell’Engineering & Construction Offshore i ricavi del 2017 ammontano a 3.692 milioni di euro, con una riduzione del 21% rispetto al 2016, riconducibile principalmente ai minori volumi registrati in Kazakhstan e in America Centro Sud, in parte compensati dai maggiori volumi sviluppati in Africa del Nord e in Medio Oriente. L’EBITDA adjusted del 2017 ammonta a 555 milioni di euro, pari al 15% dei ricavi, rispetto ai 717 milioni di euro del 2016, pari al 15,4% dei ricavi. La sostanziale tenuta dei margini, nonostante la flessione dei ricavi, è dovuta a un’ottima efficienza operativa, nonché a un maggiore utilizzo della flotta. Nell’Engineering & Construction Onshore i ricavi del 2017 ammontano a 3.530 milioni di euro. L’incremento del 24% rispetto al 2016 è dovuto ai maggiori volumi di attività registrati in Medio ed Estremo Oriente e in Kazakhstan. L’EBITDA adjusted del 2017 è negativo per 31 milioni di euro, rispetto ai 43 milioni di euro del 2016, in quanto sconta effetti negativi principalmente legati all’esito dell’arbitrato LPG in Algeria. La linea di business Floaters registra ricavi per 674 milioni di euro, con un decremento del 34% rispetto al corrispondente periodo 2016, riconducibile ai minori volumi registrati in Africa Occidentale. L’EBITDA adjusted del 2017 ammonta a 10 milioni di euro, pari all’1,5% dei ricavi, rispetto al risultato negativo di 90 milioni di euro del 2016. Il miglioramento è dovuto a un progetto in Africa Occidentale, che nel 2016 aveva registrato una previsione di incremento di costi, derivanti da un programma di accelerazione, particolarmente significativa. L’attività di Drilling Offshore ha registrato ricavi del 2017 per 613 milioni di euro, con un decremento del 32% rispetto al 2016, per effetto principalmente dei minori ricavi registrati da alcuni mezzi navali di perforazione. L’EBITDA adjusted del 2017 ammonta a 321 milioni di euro rispetto ai 454 milioni di euro del 2016, con un’incidenza sui ricavi pari al 52,4%. La tenuta della marginalità percentuale, pur a fronte di una riduzione significativa di attività, è in buona parte attribuibile alle significative misure di ottimizzazione dei costi implementate. Nel Drilling Onshore i ricavi del 2017 ammontano a 490 milioni di euro, con un decremento del 10% rispetto al 2016, riconducibile principalmente all’ulteriore riduzione di attività in Sud America. L’EBITDA adjusted del 2017 ammonta a 109 milioni di euro, rispetto ai 142 milioni di euro del 2016, per effetto del minore contributo dei mezzi in Sud America, nonché dei costi di startup dei nuovi progetti in Kuwait e Argentina. Gli special items afferenti il risultato sono dovuti a:

- svalutazioni di asset: nel Drilling Offshore una piattaforma semisommergibile con le relative rimanenze di magazzino, è stata completamente svalutata in quanto per essa non si prevede la possibilità di utilizzo nel medio termine. Inoltre, alcuni mezzi navali, prevalentemente piattaforme semisommergibili, sono stati parzialmente svalutati a seguito del test di impairment. Nel Drilling Onshore, alcuni impianti di perforazione, le relative attrezzature e rimanenze di magazzino, sono stati completamente svalutati, in quanto la possibilità di utilizzo nel medio termine è prevista nulla o limitata;

- oneri da riorganizzazione;

- definizione di controversie tributarie. Le azioni prese a fronte di uno scenario di mercato negativo hanno portato a un contenimento significativo degli investimenti tecnici effettuati nel corso dell’esercizio, che ammontano a 262 milioni di euro (296 milioni di euro nel 2016), principalmente riferiti a interventi di manutenzione e upgrading dei mezzi. Gli investimenti sono così ripartiti: per l’Engineering & Construction Offshore 114 milioni di euro; per l’Engineering & Construction Onshore 8 milioni di euro; per il Drilling Offshore 78 milioni di euro; per il Drilling Onshore 62 milioni di euro.

Nel corso del 2017 l’indice infortunistico LTIFR (Lost Time Injury Frequency Rate) si è attestato al valore di 0,14, registrando un ulteriore decremento decremento di circa il 30% rispetto al dato registrato nel 2016, pari a 0,20, rafforzando di fatto un trend pluriennale di performance in costante miglioramento. Si sono tuttavia verificati tre infortuni mortali rispettivamente in Brasile, Arabia Saudita e Singapore che hanno coinvolto tre lavoratori di altrettante imprese subappaltatrici a cui Saipem aveva affidato dei lavori inerenti progetti Offshore e Onshore. Sono state effettuate indagini approfondite su tali eventi: le cause sono state individuate e le relative azioni di miglioramento sono in parte completamente implementate o in corso di completamento. L’attenzione alla sicurezza è mantenuta sempre a livelli molto alti e i programmi di sensibilizzazione e formazione, nonché le attività di analisi dei rischi e l’attuazione delle misure di prevenzione e protezione, sono stati mantenuti in tutti i siti, cantieri e mezzi navali dove Saipem opera. A dimostrazione della solidità del Sistema di gestione sui temi di salute, sicurezza e ambiente, nel 2017 Saipem ha ottenuto la conferma delle certificazioni ISO 14001 e OHSAS 18001 e l’estensione delle stesse a tutto il Gruppo Saipem SpA (incluse tutte le filiali di Saipem SpA e le società controllate in Italia e all’estero).

L’anno 2018 è previsto essere contraddistinto da uno scenario di mercato con segnali di ripresa ancora deboli, in quanto la recente crescita del prezzo dell’olio non ha, al momento, determinato una decisa accelerazione dei programmi di investimento delle Oil Company, ancorché si noti qualche segnale positivo in alcuni segmenti di attività. Il portafoglio ordini a fine 2017, abbinato alle previsioni sulle offerte commerciali in corso, permettono di prevedere ricavi di circa 8 miliardi di euro per l’esercizio 2018, con una marginalità a livello di EBITDA adjusted superiore al 10%. Gli investimenti tecnici sono previsti attorno ai 300 milioni di euro, mentre il debito netto è previsto attestarsi attorno a circa 1,1 miliardi di euro a fine 2018.

 

5 marzo 2018

per il Consiglio di Amministrazione

 

Il Presidente
Paolo Andrea Colombo

L’Amministratore Delegato (CEO)
Stefano Cao

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