Lettera agli azionisti

Signori Azionisti,

nel corso del 2016 il prezzo medio del Brent si è attestato a circa 45 dollari al barile, in calo di oltre il 15% rispetto ai circa 52 dollari al barile del 2015, a causa della debolezza della domanda e dell’ingente produzione disponibile di greggio. Malgrado la risoluzione OPEC in novembre, che ha contribuito ad una recente stabilizzazione del prezzo su livelli superiori ai 50 dollari, il mercato di riferimento nel quale la vostra Società opera continua ad essere penalizzato dal ritardo o cancellazioni nelle decisioni di investimento delle Oil Company. In un contesto di mercato, caratterizzato da un’elevata volatilità delle quotazioni del greggio, i nostri clienti continuano a focalizzarsi sul contenimento dei costi: ciò impatta negativamente sia le attività di perforazione, sia le attività di sviluppo progetti, in particolare nel settore delle acque profonde. La debolezza dello scenario di mercato si è dimostrata ancora più marcata e prolungata di quanto precedentemente ipotizzato, nel 2016 sono stati conseguiti importanti risultati. I nuovi ordini acquisiti nell’esercizio ammontano a 8.349 milioni di euro, in crescita del 28% rispetto all’esercizio precedente, con significative acquisizioni nel settore Engineering & Construction Offshore, frutto di nuovi importanti progetti principalmente nel Mediterraneo, nel Mar Caspio, nel Medio Oriente e nel Far East. Il portafoglio ordini a fine 2016 si attesta a 14.219 milioni di euro, con una buona visibilità per l’esercizio 2017. È stato inoltre completato il consolidamento della struttura finanziaria, conseguente all’uscita dal perimetro del Gruppo Eni, i cui elementi fondamentali, a valle dell’aumento di capitale di 3,5 miliardi di euro e del contestuale rifinanziamento di 4,7 miliardi di euro, sono stati la prima emissione obbligazionaria “dual tranche” a settembre, la negoziazione di ulteriori linee, nonché il rimborso anticipato a dicembre 2016 del finanziamento ponte da 1,6 miliardi di euro con scadenza 2017. La performance operativa 2016 è da ritenersi nel suo complesso buona: i settori offshore, sia Engineering & Construction che Drilling, hanno avuto ottimi risultati, il settore Engineering & Construction Onshore ha raggiunto il breakeven, mentre il settore Drilling Onshore ha risentito significativamente del calo di attività in America Latina. Il deterioramento del mercato ha comportato prospettive di recupero sempre più spostate nel tempo, determinando la necessità di una razionalizzazione dell’“asset base”, riguardante principalmente alcuni mezzi Drilling Offshore e alcuni cantieri di fabbricazione, nonché la svalutazione di ulteriori asset, per un totale di circa 2,3 miliardi di euro, che hanno impattato negativamente i risultati. Il risparmio sui costi operativi derivante dall’attuazione del programma Fit For the Future 1.0 precedentemente annunciato, è già arrivato a quasi il 90% del valore target. Inoltre, dato il peggioramento dello scenario, nel corso del 2016, è stato lanciato ed è attualmente in corso il programma Fit For the Future 2.0, il cui scopo è quello di rivedere l’organizzazione delle quattro divisioni in cui opera la vostra Società, per ottimizzarne il processo decisionale, renderle maggiormente autonome nel perseguimento delle priorità e degli obiettivi e focalizzare ancora di più il management sulla performance operativa. Nell’ambito dello stesso programma è stata poi avviata la creazione di una nuova linea di business operante nel settore dei servizi di alta ingegneria, per ampliare la gamma di servizi forniti e anticipare il coinvolgimento con i clienti in una fase decisiva per la definizione delle scelte progettuali. I principali risultati dell’anno sono stati:

- ricavi: 9.976 milioni di euro;

- EBITDA adjusted: 1.266 milioni di euro;

- EBITDA: 909 milioni di euro;

- risultato operativo (EBIT) adjusted: 582 milioni di euro;

- risultato operativo (EBIT): -1.499 milioni di euro;

- utile dell’esercizio adjusted: 226 milioni di euro;

- perdita dell’esercizio: 2.087 milioni di euro;

- investimenti tecnici: 296 milioni di euro;

- debito netto al 31 dicembre 2016: 1.450 milioni di euro;

- acquisizione nuovi ordini: 8.349 milioni di euro;

- portafoglio ordini residuo: 14.219 milioni di euro.

Più in dettaglio, nell’Engineering & Construction Offshore i ricavi del 2016 ammontano a 5.686 milioni di euro, con una riduzione del 17,5% rispetto al 2015, riconducibile principalmente ai minori volumi registrati in Medio Oriente, in Australia e Russia, in parte compensati dai maggiori volumi sviluppati in Azerbaijan e Kazakhstan. Il risultato operativo adjusted del 2016 ammonta a 379 milioni di euro, pari al 6,7% dei ricavi, rispetto a 192 milioni di euro del 2015, pari al 2,8% dei ricavi. Il miglioramento è ascrivibile principalmente al maggior contributo dei progetti in esecuzione in Kazakhstan e in Azerbaijan. Nell’Engineering & Construction Onshore i ricavi del 2016 ammontano a 2.844 milioni di euro. L’incremento del 2% rispetto al 2015 è dovuto ai maggiori volumi di attività registrati in Medio Oriente. Il risultato operativo adjusted del 2016 ammonta a 5 milioni di euro rispetto alla perdita dell’esercizio di 693 milioni di euro del 2015. L’attività di Drilling Offshore ha registrato ricavi del 2016 per 903 milioni di euro, con un decremento del 15,4% rispetto al 2015, per effetto principalmente dei minori ricavi registrati dalla nave di perforazione Saipem 12000, a causa della chiusura anticipata del contratto e dalla piattaforma semisommergibile Scarabeo 6. Il risultato operativo adjusted del 2016 ammonta a 234 milioni di euro rispetto a 295 milioni di euro del 2015, con un’incidenza sui ricavi pari al 25,9%. Nel Drilling Onshore i ricavi del 2016 ammontano a 543 milioni di euro, con un decremento del 28,7% rispetto al 2015, riconducibile principalmente alla ridotta attività in Sud America per gli effetti della grave crisi delle economie dell’area. Il risultato operativo adjusted del 2016 è negativo per 36 milioni di euro, rispetto all’utile di 52 milioni di euro del 2015, per effetto dell’incremento di costi di inattività dei mezzi in Sud America. Gli special items afferenti il risultato sono dovuti a:

- svalutazioni di asset risultanti dal test di impairment; nel Drilling Offshore, alcuni mezzi navali, prevalentemente piattaforme semisommergibili, sono stati parzialmente svalutati a seguito del test di impairment. Inoltre, due jack-up e una piattaforma semisommergibile sono stati completamente svalutati in quanto per essi non si prevede la possibilità di utilizzo nel medio termine. Nel Drilling Onshore, alcuni impianti di perforazione sono stati parzialmente o completamente svalutati in quanto la possibilità di utilizzo nel medio termine è prevista nulla o limitata. Nell’E&C Offshore, un mezzo navale è stato completamente svalutato in quanto non si prevede la possibilità di utilizzarlo nel medio termine, una FPSO è stata parzialmente svalutata, ed è stata rivista la vita utile di un’altra FPSO, facendola coincidere con la fine del contratto attivo a causa delle ridotte possibilità di rinnovo. Inoltre, alcuni cantieri di fabbricazione con ridotte prospettive di utilizzo nel medio termine, sono stati parzialmente svalutati. Nell’E&C Onshore, un cantiere di fabbricazione è stato totalmente svalutato data l’assenza di prospettive di utilizzo nel medio termine, e una base logistica è stata parzialmente svalutata. A causa delle svalutazioni di cui sopra, non ché della riduzione di attività e di marginalità in alcuni Paesi, sono stati conseguentemente svalutati i relativi attivi fiscali;

- svalutazione di crediti drilling in Sud America;

- oneri da riorganizzazione.

Le azioni prese a fronte di uno scenario di mercato negativo hanno portato a un contenimento significativo degli investimenti tecnici effettuati nel corso dell’esercizio, che ammontano a 296 milioni di euro (561 milioni di euro nel 2015), principalmente riferiti a interventi di manutenzione e upgrading. Gli investimenti sono così ripartiti: per l’Engineering & Construction Offshore 117 milioni di euro; per l’Engineering & Construction Onshore 8 milioni di euro; per il Drilling Offshore 94 milioni di euro; per il Drilling Onshore 77 milioni di euro. Nel corso del 2016 l’indice infortunistico LTIFR (Lost Time Injury Frequency Rate) si è attestato a 0,20 registrando un significativo miglioramento rispetto al dato 2015 (0,31), rafforzando di fatto un trend pluriennale di performance in costante miglioramento. Si è tuttavia verificato un infortunio mortale negli Emirati Arabi Uniti che ha coinvolto un lavoratore di un’impresa subappaltatrice del cantiere di fabbricazione a cui Saipem aveva affidato dei lavori per la realizzazione di una struttura offshore. Sono state effettuate indagini approfondite su tale evento: le cause sono state individuate e le relative azioni correttive sono in corso di implementazione. L’attenzione alla sicurezza è mantenuta sempre a livelli molti alti e i programmi di sensibilizzazione e formazione, nonché le attività di analisi dei rischi e l’attuazione delle misure di prevenzione e protezione, sono stati mantenuti in tutti i siti, cantieri e mezzi navali dove Saipem opera. L’anno 2017 è previsto essere contraddistinto da uno scenario di mercato ancora debole e i recenti segnali di stabilizzazione del prezzo dell’olio non hanno al momento determinato un miglioramento del contesto di riferimento. Malgrado ciò, la buona visibilità del portafoglio ordini a fine 2016 permette una previsione di ricavi di circa 10 miliardi di euro, con EBITDA previsto a circa 1 miliardo di euro e utile netto superiore a 200 milioni di euro. Gli investimenti tecnici si aggireranno attorno ai 400 milioni di euro, mentre il debito netto è previsto attestarsi attorno 1,4 miliardi di euro a fine 2017.

 

16 marzo 2017

per il Consiglio di Amministrazione

 

Il Presidente
Paolo Andrea Colombo

L’Amministratore Delegato (CEO)
Stefano Cao

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