Rischio di Mercato

Il rischio di mercato consiste nella possibilità che variazioni dei tassi di cambio, dei tassi di interesse o dei prezzi di commodity possano influire negativamente sul valore delle attività, delle passività o dei flussi di cassa attesi. La gestione del rischio di mercato è disciplinata dalle sopra indicate “Linee Guida” e da procedure che fanno riferimento a un modello centralizzato di gestione delle attività finanziarie, basato sulle Strutture di Finanza Operativa.

 

Rischio di cambio

L’esposizione alla variabilità dei tassi di cambio deriva dall’operatività del Gruppo in aree diverse da quella dell’euro, e dalla circostanza che i ricavi e i costi di una parte rilevante dei progetti eseguiti sono quotati in valute diverse dall’euro o legati al corso di valute diverse dall’euro, determinando i seguenti impatti:

- sul risultato economico per effetto del differente ammontare dei costi e ricavi in valuta rispetto al momento in cui sono state definite le condizioni di prezzo (rischio economico) e per effetto della conversione di crediti (debiti) commerciali o finanziari denominati in valuta (rischio transattivo);

- sul bilancio consolidato (risultato economico e patrimonio netto) per effetto della conversione di attività e passività di imprese che redigono il bilancio in valuta diversa dall’euro (rischio traslativo). Nell’ambito del rischio di mercato l’obiettivo di risk management del Gruppo è la minimizzazione dei rischi di cambio economici e transattivi; il rischio derivante dalla maturazione del reddito di esercizio in divisa, oppure dalla conversione delle attività e passività di imprese che redigono il bilancio in moneta diversa dall’euro, non è, di norma, oggetto di copertura in maniera strutturata, ma avviene sulla base di specifiche valutazioni caso per caso.

Il Gruppo Saipem adotta una strategia volta a minimizzare l’esposizione al rischio cambio economico e di transazione attraverso l’utilizzo di contratti derivati. A questo scopo vengono impiegate diverse tipologie di contratti derivati (in particolare swap, outright e forward), stipulati principalmente con società del Gruppo Eni. Per quanto attiene alla valorizzazione a fair value degli strumenti derivati su tassi di cambio, essa viene calcolata dall’Unità Finanza di Eni SpA basandosi sistematicamente su quotazioni di mercato fornite da primari info-provider. La pianificazione, il coordinamento e la gestione di questa attività a livello di Gruppo Saipem è assicurata dalla funzione Finanza che tiene sotto stretta osservazione la corretta correlazione tra strumenti derivati e flussi sottostanti e l’adeguata rappresentazione contabile in ottemperanza ai principi contabili internazionali. Con riferimento alle valute diverse dall’euro considerate maggiormente rappresentative in termini di esposizione al rischio di cambio per l’esercizio 2009 (dollaro statunitense, sterlina britannica e corona norvegese) si è provveduto a elaborare un’analisi di sensitività per determinare l’effetto sul conto economico e sul patrimonio netto che deriverebbe da un’ipotetica variazione positiva e negativa del 10% nei tassi di cambio delle citate valute estere, rispetto all’euro. L’analisi è stata effettuata avuto riguardo a tutte le attività e passività finanziarie rilevanti originariamente espresse nelle valute considerate e ha interessato in particolare le seguenti poste:

- strumenti derivati su tassi di cambio;

- crediti commerciali e altri crediti; - debiti commerciali e altri debiti;

- disponibilità liquide ed equivalenti;

- passività finanziarie a breve e lungo termine.

Si precisa che per gli strumenti derivati su tassi di cambio la sensitivity analysis sul relativo fair value viene determinata confrontando le condizioni sottostanti il prezzo a termine fissato nel contratto (tasso di cambio a pronti e tasso di interesse) con i tassi di cambio a pronti e le curve di tasso di interesse coerenti con le scadenze dei contratti sulla base delle quotazioni alla chiusura dell’esercizio, modificate in più o in meno del 10%, e ponderando la variazione intervenuta per il capitale nozionale in valuta del contratto. Si rileva che l’analisi non ha riguardato l’effetto delle variazioni del cambio sulla valutazione dei lavori in corso, in quanto gli stessi non rappresentano un’attività finanziaria secondo lo IAS 32. Inoltre, l’analisi si riferisce all’esposizione al rischio di cambio secondo l’IFRS 7 e non considera pertanto gli effetti derivanti dalla conversione dei bilanci delle società estere con valuta funzionale diversa dall’euro. Una variazione positiva dei tassi di cambio rispetto all’euro (deprezzamento dell’euro rispetto alle altre valute) comporterebbe un effetto complessivo ante imposte sul risultato di -61 milioni di euro (18 milioni di euro al 31 dicembre 2009) e un effetto complessivo sul patrimonio netto, al lordo dell’effetto imposte, di -490 milioni di euro (-225 milioni di euro al 31 dicembre 2009). Una variazione negativa dei tassi di cambio rispetto all’euro (apprezzamento dell’euro rispetto alle altre valute) comporterebbe un effetto complessivo ante imposte sul risultato di 75 milioni di euro (53 milioni di euro al 31 dicembre 2009) e un effetto sul patrimonio netto, al lordo dell’effetto imposte, di 427 milioni di euro (252 milioni di euro al 31 dicembre 2009). L’incremento (riduzione) rispetto all’esercizio precedente deriva essenzialmente dall’effetto dell’andamento delle singole valute alle due date di riferimento nonché dalla variazione delle attività e passività finanziarie esposte alle fluttuazioni del tasso di cambio.

 

Rischio di tasso di interesse

Il rischio connesso alle oscillazioni dei tassi di interesse nell’ambito del Gruppo Saipem è correlato essenzialmente a finanziamenti a lungo termine negoziati a tassi variabili. Il rischio è gestito mediante operazioni di Interest Rate Swap (IRS), principalmente con società del Gruppo Eni, anche al fine di garantire un equilibrato rapporto tra indebitamento a tasso fisso e a tasso variabile. Per quanto attiene alla valorizzazione a fair value degli strumenti derivati su tassi di interesse, essa viene calcolata dall’Unità Finanza di Eni SpA basandosi sistematicamente su quotazioni di mercato fornite da primari info-provider. La pianificazione, il coordinamento e la gestione di questa attività a livello di Gruppo Saipem è assicurata dalla funzione Finanza. Con riferimento al rischio di tasso di interesse, è stata elaborata un’analisi di sensitività per determinare l’effetto sul conto economico e sul patrimonio netto che deriverebbe da un’ipotetica variazione positiva e negativa del 10% nei tassi di interesse. L’analisi è stata effettuata avuto riguardo a tutte le attività e passività finanziarie rilevanti esposte alle oscillazioni del tasso di interesse e ha interessato in particolare le seguenti poste:

- strumenti derivati su tassi di interesse;

- disponibilità liquide ed equivalenti;

- passività finanziarie a breve e lungo termine.

Si precisa che per gli strumenti derivati su tassi di interesse la sensitivity analysis sul fair value viene determinata confrontando le condizioni di tasso di interesse (fisso e variabile) sottostanti il contratto e funzionali al calcolo dei differenziali sulle cedole maturande con le curve attualizzate di tasso di interesse variabile sulla base delle quotazioni alla chiusura dell’esercizio, modificate in più o in meno del 10%, e ponderando la variazione intervenuta per il capitale nozionale del contratto. Con riferimento alle disponibilità liquide ed equivalenti si è fatto riferimento alla giacenza media e al tasso di rendimento medio dell’esercizio, mentre per quanto riguarda le passività finanziarie a breve e lungo termine, si è fatto riferimento all’esposizione media dell’anno e al tasso medio di esercizio. Una variazione positiva dei tassi di interesse comporterebbe un effetto complessivo ante imposte sul risultato di -2 milioni di euro (-6 milioni di euro al 31 dicembre 2009) e un effetto complessivo sul patrimonio netto, al lordo dell’effetto imposte, di -2 milioni di euro (-5 milioni di euro al 31 dicembre 2009). Una variazione negativa dei tassi di interesse comporterebbe un effetto complessivo ante imposte sul risultato di 2 milioni di euro (6 milioni di euro al 31 dicembre 2009) e un effetto complessivo sul patrimonio netto, al lordo dell’effetto imposte, di 2 milioni di euro (5 milioni di euro al 31 dicembre 2009). L’incremento (riduzione) rispetto all’esercizio precedente deriva essenzialmente dall’effetto dell’andamento dei tassi di interesse alle due date di riferimento nonché dalla variazione delle attività e passività finanziarie esposte alle fluttuazioni del tasso di interesse.

 

Rischio commodity

I risultati economici di Saipem possono essere influenzati anche da variazione dei prezzi dei prodotti petroliferi (olio combustibile, bunker, etc.) e delle materie prime nella misura in cui esse rappresentano un elemento di costo associato rispettivamente alla gestione di mezzi navali/basi/cantieri o alla realizzazione di progetti e degli investimenti. Per la gestione del rischio commodity, Saipem utilizza strumenti derivati Over The Counter (in particolare swap, forward, Contracts For Differences) con sottostante rappresentato da prodotti petroliferi di riferimento (ICE gasoil) negoziati tramite Eni Trading & Shipping (ETS) nei mercati organizzati ICE e NYMEX (future). Al fine di mitigare i rischi durante la fase realizzativa di progetto, in alternativa sono proposte in fase di offerta clausole di indicizzazione o altri accordi con il Cliente. Per quanto attiene alla valorizzazione a fair value degli strumenti derivati su commodity, essa viene calcolata basandosi su quotazioni di mercato fornite da primari info-provider, oppure, laddove esse non siano disponibili, tramite le finanziarie Eni in linea con le disposizioni vigenti nel Gruppo in merito all’accentramento finanziario. Con riferimento agli strumenti finanziari di copertura relativi al rischio commodity un’ipotetica variazione positiva del 10% nei prezzi sottostanti non comporterebbe alcun effetto significativo sul risultato economico (0,1 milioni di euro al 31 dicembre 2009) e un effetto sul patrimonio netto, al lordo dell’effetto d’imposta, di 6 milioni di euro (6 milioni di euro al 31 dicembre 2009). Un’ipotetica variazione negativa del 10% nei prezzi sottostanti non comporterebbe alcun effetto significativo sul risultato economico (0,1 milioni di euro al 31 dicembre 2009) e un effetto sul patrimonio netto, al lordo dell’effetto d’imposta, di -6 milioni di euro (-6 milioni di euro al 31 dicembre 2009). L’incremento (riduzione) rispetto all’esercizio precedente deriva essenzialmente dall’effetto legato ai differenti prezzi di valutazione che concorrono al calcolo del fair value dello strumento alle due date di riferimento.

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